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Il telescopio James Webb partito per lo spazio. Fotograferà l’alba del cosmo


Per i prossimi 10 anni sarà il nostro occhio nel cosmo. Il telescopio spaziale James Webb è decollato dalla Guyana francese nel giorno di Natale. La Nasa ha investito 9 miliardi di dollari in uno strumento che diventerà il nostro più importante agente nello spazio. Con la sua camera a infrarosso salirà sulle spalle di un altro gigante ormai invecchiato, quell’Hubble che ormai ha 30 anni ma che con le sue meravigliose cartoline ha costruito, uno scatto dopo l’altro, l’immagine moderna dell’universo.

 

Il James Webb dovrà affrontare un mese di viaggio prima di raggiungere la sua meta, a 1,6 milioni di chilometri di distanza dalla Terra, ed entrare nell’orbita del Sole. Da lì si manterrà in costante allineamento col nostro pianeta. Terra e telescopio ruoteranno insieme attorno alla stella e raccogliere le immagini del cosmo più profondo. Hubble ha uno specchio composto da 18 segmenti esagonali fatti di berillio ricoperto d’oro e allineati con una precisione estrema. Con le sue dimensioni simili a un campo da tennis è il più grande telescopio spaziale mai costruito. Sarà l’enorme specchio a raccogliere la luce proveniente dagli oggetti cosmici più lontani. Raccogliere più luce vuol dire nello spazio riuscire a guardare più lontano. E guardare più lontano vuol dire andare indietro nel tempo, cogliere le istantanee dei primi oggetti che si sono formati alla nascita dell’universo.

Il team della Nasa che sovrintende al lancio (ansa)

La sua sensibilità è 100 volte superiore rispetto a Hubble. Rispetto al suo predecessore, il James Webb esplorerà l’universo nella banda delle radiazione ultrarosse. Potrà dunque osservare le nubi di gas e polvere dove le stelle si formano e iniziano a scintillare, laddove Hubble scattava le sue fotografie usando soprattutto la luce visibile e l’ultravioletto. Sono 30 anni che la Nasa lavora a questo progetto, più o meno da quando Hubble ha iniziato a operare. Se il “vecchio” telescopio è riuscito a guardare oggetti con un’età di 400 milioni di anni rispetto al Big Bang (che si stima sia avvenuto 13,8 miliardi di anni fa), il James Webb dovrebbe arrivare a soli 100 milioni di anni dopo la nascita del cosmo.

Oltre alla Nasa, alla tormentata realizzazione del nuovo strumento (il primo lancio era previsto per il 2011, esattamente 10 anni fa) ha collaborato l’Agenzia spaziale europea. Anche il razzo Ariane 5 che sta portando il telescopio nella sua orbita è europeo. Le prime immagini arriveranno sulla Terra la prossima estate, dopo un periodo di taratura e calibrazione di tutti gli strumenti del telescopio.

Altri misteri che James Webb ci aiuterà a esplorare riguardano la presenza di buchi neri supermassicci che – si ritiene – si trovano al centro di alcune galassie. Potrà poi scandagliare l’atmosfera di alcuni esopianeti che potrebbero essere adatti alla vita, svelando molecole compatibili con la presenza di altre forme biologiche.


Circassia News

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